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il mio romanzo

Una vita e mezza
Una Vita e Mezza è un libro che parla soprattutto dell’assenza. O meglio della ricerca, tanto demotivata quanto inconsapevole, di come si può costruire una ciambella salvagente intorno a quel buco che ti si crea dentro quando perdi una persona. Cosicché quel buco, che risucchiava tutto il presente privandolo di senso, possa trasformarsi nel nostro galleggiante. E addirittura salvarci, traghettandoci verso il futuro.
È la storia di un viaggio, metaforico quanto reale, di un ragazzo che è stufo del suo galleggiare, ma che non sa dare una scossa alla propria esistenza. Così parte fidandosi e affidandosi al suo amico, sperando che qualcosa di imprevisto lo colga per assaporare un po’ di brivido della vita.
Riuscirà a trasformare il suo futuro innamorandosene anziché rimanendone schiacciato e afflitto?
Se c’è un’intenzione mirata in tutto ciò, è la creazione del neologismo che indica il dolore per il futuro mancante, la mellontalgia. In contrapposizione con la nostalgia, che indica l’afflizione per il ritorno a casa (nostos), per il passato, per l’infanzia, questa è l’afflizione per to mellon cioè l’avvenire o le cose future, in greco antico. Vuole indicare un dolore attribuito al futuro negato e non vissuto. A ciò che poteva essere e invece non sarà mai. Chissà se se ne sentiva la mancanza.

1970: La Buona Novella











1 - Laudate Dominum - 0:21
2 - L'infanzia di Maria - 5:01
3 - Il ritorno di Giuseppe - 4:07
4 - Il sogno di Maria - 4:07
5 - Ave Maria - 1:53
6 - Maria nella bottega del falegname - 3:14
7 - Via della Croce - 4:33
8 - Tre madri - 2:55
9 - Il testamento di Tito (musica: F.De André e Corrado Castellari) - 5:51
10 - Laudate hominem - 3:20

Testi: Fabrizio De André, a cura di Roberto Dané
Musiche: Fabrizio De André e Giampiero Reverberi, con arrangiamenti di Giampiero Reverberi, tranne ove diversamente indicato

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